Perché le solite soluzioni per staccarti dal riscaldamento centralizzato possono diventare il tuo incubo peggiore e come ho trovato la soluzione definitiva ai tuoi problemi di riscaldamento.

riscaldamento centralizzatoSe hai trovato interessante il titolo di questo articolo, probabilmente hai già deciso di staccarti dall’impianto di riscaldamento centralizzato condominiale.

Puoi farlo autonomamente e senza il consenso degli altri condomini, approfittando della “riforma del condominio”, come spiego più nel dettaglio in questo articolo.

E sinceramente non riesco a darti torto… perché vivi quotidianamente i soliti problemi “da riscaldamento centralizzato”:

  • Devi adattarti a temperature e orari di accensione che vanno bene agli altri, ma non a te: ogni famiglia ha esigenze diverse, per cui puoi trovarti a pagare per avere l'impianto spento quando sei a casa e acceso quando sei a lavoro.
  • Sempre più spesso devi stare al freddo per colpa delle famiglie che non pagano le quote condominiali, motivo per cui l'amministratore non ha i soldi per fare il rifornimento del gasolio o per pagare la bolletta del gas.
  • La vostra centrale termica condominiale non è solo superata ma "antica", per cui sta più tempo in blocco che accesa.

Comunque, qualunque sia il tuo caso tra i precedenti, per non stare al freddo devi trovare continuamente soluzioni d’emergenza, “arredando” casa tua con stufette elettriche o a gas, oppure con quelle a combustibile liquido, ultimamente così di moda.

Invece tu vuoi poche e semplici cose:

  • La certezza di poterti riscaldare sempre, tenendoti al riparo dai problemi dei condòmini morosi.
  • Poter decidere gli orari di accensione, spendendo solo quando è necessario.
  • Impostare la temperatura più adatta alle abitudini della tua famiglia, eventualmente scegliendo di ridurla per avere un beneficio concreto sui risparmi: ricorda che già solo abbassare la temperatura di casa tua da 21 a 20 °C ti darà un risparmio di circa il 7-8%!

Esiste anche un interessante effetto collaterale: nel caso di rivendita, un appartamento “termo-autonomo” ha un maggior valore rispetto a uno allacciato al riscaldamento centralizzato.

Se hai contattato qualche azienda per capire come staccarti dall’impianto di riscaldamento centralizzato è molto probabile che ti abbiano proposto questa soluzione:

  • Installarti una nuova caldaia, spero non a gasolio, e fare le altre opere indispensabili: il nuovo allaccio gas, se già non ce l'hai, la realizzazione della canna fumaria,...
  • Staccare i radiatori dalle tubazioni dell'impianto condominiale, sigillarle, e metterli in posizione più vicina a un disimpegno/andito (se ne hai uno).
  • Creare le linee dalla nuova caldaia ai radiatori. Ovviamente due tubi per ciascun termosifone.

In linea di principio, questa non è una stupidaggine… nel mondo ideale dove si può lavorare in case vuote, cioè non abitate né arredate.

Ma qualcosa mi dice che non è il tuo caso.

E devi sapere che questo intervento è abbastanza complesso: non tanto per gli aspetti impiantistici (installazione della caldaia, realizzazione della canna fumaria, distacco dei radiatori dalle tubazioni dell’impianto di riscaldamento centralizzato), ma soprattutto per i lavori edili.

Infatti, al tuo posto sarei molto preoccupato per la realizzazione della nuova rete di distribuzione all’interno dell’appartamento: credo che non esistano sul mercato ditte, per quanto super-serie, in grado di garantirti un intervento senza polvere (o quasi).

Forse è meglio che ti spieghi che tipo di lavori sono necessari.

riscaldamento centralizzatoDevi creare un nuovo collettore di zona e far arrivare le nuove tubazioni, dalla caldaia al collettore e da questo a ogni radiatore.

Le tubazioni non possono essere lasciate in vista, dato che casa tua non è un capannone industriale, quindi devi nasconderle… in qualche modo.

In realtà, come vedi nella foto, non tutti sono d’accordo col fatto che sia una “zozzeria” lasciare i tubi in vista.

Allora hai due possibilità per fare scomparire le tubazioni: fai realizzare delle tracce nei muri per inserirle nelle pareti, oppure le fai coprire con delle mascherature in cartongesso.

traccia-per-l-impianto-termico_180625Nel primo caso ci saranno dei muratori che, con attrezzature varie dovranno “aprire” nelle tue pareti spazi sufficienti per incassare i tubi: questi “spazi” sono chiamati tracce.

E ti posso assicurare che possono usare tutti gli aspiratori del mondo, ma faranno polvere lo stesso.

Dopo che l’idraulico ha passato i tubi, i muratori dovranno chiudere le tracce con malte a base di cemento, sistemare gli intonaci e le rasature, pitturare.

Ovviamente non puoi fare solo i ritocchi di pittura in corrispondenza dei ripristini, ma devi fare le pareti intere, altrimenti vedrai sempre i ritocchi.

Il tutto mi dispiace per te, ma soprattutto per i tuoi nipoti e per tutte le volte che sentiranno di quando hai dovuto spolverare per mesi e di “quella maledetta polvere che sembrava riformarsi dal nulla!”

cartongesso2

Nel secondo caso, ti trovi la casa piena di finte travi e finti pilastri in cartongesso, che hanno come unica funzione quella di nascondere alla vista le nuove tubazioni.

Se ami la tua casa, sarai d’accordo con me che questa soluzione è assolutamente terribile dal punto di vista estetico, e ci dovrai fare i conti per tutta la vita: ogni volta che ci sbatterai il gomito o vorrai spostare gli arredi!

E allora, Marce, tu cosa scegli?

Dovendo scegliere per casa mia, nessuna delle due, perché entrambe mi fanno venire i brividi.

Proprio per questo motivo ho iniziato a cercare un sistema che mi facesse raggiungere questi obiettivi, sottraendoti alla schiavitù del riscaldamento centralizzato:

  • Dovevo poterlo installare in una casa arredata e abitata, senza fare demolizioni o altri lavori tali da costringere la famiglia che ci abita a "scappare" disperata.
  • L'installazione non doveva durare più di una settimana, dal nostro ingresso al momento di andare via, comprese finiture, regolazioni e tutto il resto.
  • Doveva garantire quello che chiamo il CLIMA IDEALE, ossia il vero COMFORT: quello del quale nessuno di noi vuole privarsi, nella vita moderna e dinamica dei nostri giorni.

Volevo… dovevo trovare il modo per restituirti lo stare bene a casa tua, ridarti l’idea della tua casa come il rifugio dopo la stanchezza delle giornate di lavoro.

Il sistema perfetto sembrava non esistere, eppure non potevo rassegnarmi.

Allora ho iniziato a lavorare duramente per capire come risolvere i problemi delle persone che mi contattavano. Tra i tanti mi tornano in mente:

  • Maria Grazia, che si tratteneva in ufficio fino a tardi per il terrore di tornare nel suo appartamento ghiacciato, tutto per colpa dei condòmini morosi e del suo impianto di riscaldamento centralizzato.

  • Franco, che preferiva mettersi uno (o due) maglioni in più piuttosto che avere l'ansia di vedere il livello del gasolio della sua caldaia scendere a vista d'occhio.
  • Beniamino, che da quando aveva scoperto che i consumi del suo impianto di riscaldamento gli rendevano impossibile avere il benessere desiderato, si era dovuto adattare, lui e la sua famiglia, ad accenderlo solo un paio di ore al giorno.
  • Le tante, troppo persone che mi hanno raccontato di poter guardare la televisione solo con una trapunta addosso, o di spendere 3 mila euro all'anno per stare male...

Mi sono chiesto se era questa la casa che immaginavano prima di andarci a vivere… Certamente no!

Ho continuato a sperimentare tante soluzioni, analizzando pregi e difetti, valutando vantaggi e problemi.

Uno degli aspetti più difficile da risolvere è stato capire come evitare interventi troppo importanti nelle case, lunghi magari diverse settimane, con polvere e rumore.

In questo modo, infatti, la famiglia che dovevamo aiutare ci avrebbe visto come un problema e non una soluzione.

Un’altra cosa sulla quale non mi davo pace era la difficoltà di trovare una regolazione evoluta, che mi permetteva di impostare la temperatura stanza per stanza, magari a valori diversi nelle diverse ore della giornata e nei vari giorni della settimana.

Risolvere questo problema era l’unico modo per mettere insieme benessere dentro casa e risparmio energetico, argomento al quale siamo ormai in tanti a essere interessati.

risparmio-energetico(1)Infatti, durante le nostre giornate non sempre siamo a casa: ci sono le uscite per lavoro, per accompagnare i ragazzi a scuola o a fare sport.

Quindi che senso può avere tenere calda la casa mentre non c’è nessuno?

L’ideale è tenerla calda (o almeno “tiepida”) al nostro ritorno e quando siamo in casa, senza sprechi di energia!

Oppure, per quelle che sono le abitudini mie e di Paola, e magari anche le tue, mi sembrava stupido tenere calda la nostra stanza da letto se non la mattina al risveglio oppure la notte prima di andare a dormire.

Volevo anche capire come dare il giusto tepore ai ragazzi mentre fanno i compiti: sai che restare seduto per alcune ore ti fa sentire freddo alle gambe e ai piedi, quindi qualche grado in più non guasta durante quelle ore.

Dovevo anche trovare il modo di gestire i vari giorni della settimana che, come sai, non sono tutti uguali: per la maggior parte di noi di sabato e domenica a volte riusciamo ad alzarci un pò più tardi e forse trascorriamo più tempo a casa.

Tutte queste esigenze non potevano trovare risposta in un sistema con caldaia e radiatori: anche se installi le valvole termostatiche (se non sai cosa sono, leggi QUI gli articoli nei quali ne parlo…) puoi regolare una sola temperatura per stanza, non farla variare durante la giornata e nei vari giorni della settimana.


NOTA per gli idraulici che leggeranno scandalizzati la frase qui sopra: so che esistono teste termostatiche molto evolute, ma di solito hanno funzioni limitate, oppure funzionano con complessi sistemi WiFi, dal costo complessivo ancora troppo alto per proporle come soluzione standard.

E io non volevo una soluzione “da ricchi”, ma in grado da garantire il benessere alle nostre normalissime, ma non per questo meno esigenti, famiglie.


smartcomfort_touch(2)Per ultimo, non mi dispiaceva l’idea di proporre un sistema controllabile da remoto con una semplice app sullo smartphone.

E se anche tutto sembrava maledettamente difficile, non riuscivo a rassegnarmi.

Allora mi è venuto in mente questo pensiero:

Perché non provare ad applicare le regolazioni super-sofisticate dei sistemi radianti ad altri impianti di climatizzazione?

Come logica sembrava fattibile, il processo di test non è stato proprio liscio e privo di imprevisti, ma anche questa volta c’è stato un lieto fine.

Rispetto a tutte le altre soluzioni sul mercato, alla fine ho trovato un sistema:

  • Più pulito, a polvere quasi zero: qui si che te lo posso garantire!
  • Più efficiente, in grado di darti costi di gestione più bassi di almeno il  30%, anche se confrontato con una soluzione efficiente come una caldaia a gas a condensazione.
  • Più confortevole, capace di garantirti il benessere 365 giorni all'anno: riscaldamento durante l'inverno, raffrescamento in estate e controllo dell'umidità durante tutto l'anno. Cose che con una caldaia sono impossibili da ottenere.

E quello che ti propongo NON E’ UN SISTEMA RADIANTE!

La regolazione intelligente del sistema può realmente darti il benessere in ogni ambiente, in ogni stagione.

smartcomfort-casaCon un semplice pannellino Touch-Screen, più semplice da usare di uno smartphone, puoi vedere e regolare la temperatura ambiente per ambiente, anche facendola variare a seconda dell’ora del giorno.

Il tutto con una gestione precisa dei consumi energetici, evitando qualsiasi spreco: tu dici al sistema che temperatura vuoi in ogni stanza e quando, della gestione efficiente dell’impianto si occupa lui.

La sonda di temperatura esterna consente al sistema di capire cosa sta succedendo fuori, per darti la risposta più adatta al variare delle stagioni.

Ogni ambiente è unico per caratteristiche ed esigenze energetiche: la centralina riconosce il locale con la maggiore richiesta di energia, impostando automaticamente i parametri dell’impianto per soddisfarla.

Inoltre al variare delle condizioni climatiche esterne, è in grado di capire in tempo reale qual’è la stanza più sfavorita, aspetto essenziale in una regolazione che gestisce impianti in caldo/freddo.

Magari penserai che riesco a fare questo con una delle tante “cineserie” sul mercato? No.

Il “cuore elettronico” del sistema è pensato e costruito in Italia

smatcomfort-appE si, in Italia abbiamo eccellenze nelle nuove tecnologie, anche nell’ambito della gestione e miglioramento del benessere ambientale.

Sono realtà dinamiche, che lavorano per migliorare i loro prodotti giorno dopo giorno.

In questo momento, ad esempio, stanno sviluppando un’applicazione dedicata per gestire l’impianto anche da remoto, tramite smartphone.

Il controllo del comfort ottimale per la tua casa sarà a portata di mano, in qualunque momento, dovunque ti trovi.

A questo punto voglio confessarti dove ho trovato il coraggio e la forza di andare avanti in questo periodo così faticoso e difficile.

Lo ammetto: è stato merito di Gianmarco quando mi ha detto “mi avete aperto gli occhi!”, di Beniamino sorridente col suo “Sono contentissimo”, del sentire Giuseppe raccontarmi “è una delle spese migliori che io abbia fatto per la casa”, o ancora Elias dire “finalmente posso dire di stare bene in casa, con la temperatura omogenea in tutti e 100 metri quadri dell’appartamento”.

Ricordati che devi aspettarti enormi problemi se ti rivolgi alla persona sbagliata, che non può dimostrare coi fatti, con i suoi risultati, le cose che dice.

A me piace, invece, dimostrare quello che dico coi fatti e con le parole dei miei clienti, che ci mettono la faccia per raccontarti come è cambiata la loro vita con il loro nuovo impianto di riscaldamento, come va con i nostri tecnici e con le nostre manutenzioni.

Li puoi leggere e vedere alla pagina DICONO DI NOI del blog!

Pensi che io possa essere la persona giusta a consigliarti in una decisione così importante?
Allora la cosa migliore che puoi fare è agire subito!

P.S.:
Hai problemi con il tuo impianto di riscaldamento e/o vorresti sostituirlo? 

Hai mille dubbi e non sai a chi rivolgerti per avere finalmente chiarezza? 

C’è un ottima notizia per te, ho creato un gruppo su Facebook nel quale potrai farmi tutte le domande che vuoi e riceverai in cambio sempre risposte chiare e concrete.

All’interno del gruppo potrai partecipare alle video dirette settimanali, in cui esamineremo le tematiche più scottanti sul tema degli impianti di riscaldamento.

Se hai bisogno di risposte definitive, senza il timore che qualcuno voglia venderti per forza qualcosa, clicca qui sotto e iscriviti subito al nostro gruppo de Il Tuo Amico Impiantista. 

Stiamo approvando nuovi membri!

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Grazie e a presto!
Marcello Contu
Il Tuo Amico Impiantista®
Creatore di Calor360™  – L’impianto di Riscaldamento garantito 20 ANNI

12 commenti su “Perché le solite soluzioni per staccarti dal riscaldamento centralizzato possono diventare il tuo incubo peggiore e come ho trovato la soluzione definitiva ai tuoi problemi di riscaldamento.”

  1. ottimo articolo. Avrei una domanda ? È’ vero che per mettere il prorpio impianto di riscaldamento autonomo e’ necessario avere il permesso di tutto il condominio all’unanimità ?

  2. Ciao Piero, grazie per il tuo commento.

    Relativamente alla tua domanda, no, non hai necessità del permesso dell’assemblea condominiale all’unanimità.

    Le attuali norme che regolano il distacco dall’impianto condominiale, sono contenute nella cosiddetta “riforma del condominio”, entrata in vigore a giugno 2013.
    Puoi leggere maggiori dettagli al link: https://iltuoamicoimpiantista.com/?p=488

    Puoi trovare informazioni utili anche nell’articolo dal titolo “Riscaldamento autonomo o centralizzato? Una dura battaglia tra distacco e termoregolazione!”. Lo trovi al link: https://iltuoamicoimpiantista.com/?p=500

    Fammi sapere cosa ne pensi!

  3. Ciao Marcello,
    ti faccio i miei complimenti per quanto stai riuscendo a fare.
    Nanni Carta.

  4. Ciao Nanni e grazie mille per il tuo messaggio.

    Qualunque osservazione ti venga in mente per migliorare o rendere più efficace quello che stiamo facendo, non metterti problemi.
    Il mio cellulare è sempre il solito.

    A presto,
    Marcello

  5. Complimenti, ma in definitiva che tipologia di impianto consigliere sti per riscaldare un’abitazione su due livelli?

  6. Scusa,ma non ho capito che impianto installi al posto di quello condominiale dal quale ci si stacca neppure come inibisci la parte di impianto condominiale e come installi il nuovo.
    Oppure mi sfugge qualcosa.

  7. Angelo, per risponderti avrei necessità di qualche informazione in più…
    Detta così è come chiedere: che automobile mi consigli, tenuto conto del fatto che devo usarla per andare a lavoro?
    😉
    Spiegami meglio com’è fatta la casa, dove abiti, quanti siete in famiglia, che tipo di utilizzo fate della casa,…

    Ciao e a presto,
    Marcello

  8. Ciao Marcello complimenti per l’articolo.
    vorrei conoscere il suo parere su un caso particolare che a Roma è molto frequente.
    Condominio costruito nel 1955, caldaia ancora a gasolio, locale caldaia interrato non più a norma, colonne montanti colabrodo, mancanza di valvole termostatiche ed apparecchi per la contabilizzazione del calore.
    La nuova caldaia andrebbe spostata sul lastrico solare condominiale all’ultimo piano. La spesa (inizialmente prevista) da ripartire tra i 18 proprietari è di 60.000,00 €.
    La maggioranza ritiene tale spesa un cattivo investimento per il pessimo stato di conservazione delle colonne montanti in ferro che dopo 60 anni presentano sempre più frequenti perdite che devono essere riparate con interventi molto onerosi e grandi disagi ai condomini interessati dai guasti.
    La domanda è: per dismettere l’impianto quale maggioranza è necessaria?
    Se la risposta è l’unanimità, come sostiene l’Amministratore, coloro i quali volessero distaccarsi dovrebbero comunque partecipare ai costi per l’acquisto della nuova caldaia a metano ed a tutte le altre spese per il rinnovamento dell’intero impianto anche se ad esempio sarà poi utilizzato da 4 o 5 condomini soltanto?

  9. Ciao Fabio!

    Il caso che mi proponi non è frequente solo a Roma, ma un pò in tutta Italia.
    Come sai, due normative abbastanza recenti hanno cambiato il precedente panorama.

    Con la riforma del condominio, dal 18 giugno 2013 (data in cui è entrata in vigore la legge n. 220/2012), finalmente il condòmino può scegliere autonomamente e senza il consenso degli altri condomini, di diventare termo-autonomo.

    Colui che decide di staccarsi deve però dimostrare che sussistano le seguenti condizioni:
    – Che dal distacco del riscaldamento non derivi uno squilibrio termico pregiudizievole all’impianto
    – E che non derivi un aggravio di spese per coloro che continuino ad usufruire dell’impianto

    Puoi leggere maggiori dettagli qui:
    https://iltuoamicoimpiantista.com/distacco-riscaldamento-centralizzato/

    Inoltre, entro il 31 dicembre 2016 tutti gli italiani che abitano in condomini con impianto di riscaldamento centralizzato avranno l’obbligo di installare le valvole termostatiche su ogni termosifone e i contabilizzatori di calore.

    Al proposito puoi anche leggere questo articolo:
    https://iltuoamicoimpiantista.com/valvole-termostatiche-obbligo/

    In linea di principio, avere una centrale termica unica per tutto un condominio sarebbe più efficiente che avere tanti impianti autonomi quanti i singoli appartamenti.

    Dico “sarebbe” e non “è con certezza” perché ci sono tanti altri aspetti da valutare.

    Cosa ne dici se ti butto giù un breve articolo?

    Grazie per il tuo commento e a presto!
    Marcello

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